Beati i senzatetto perché vedranno il cielo recita sommessamente il sottotitolo di Uscita di emergenza. Non solo un testo teatrale, ma un vero saggio cifrato di antropologia, intatto nella sua profetica visione di un mondo sradicato, fuori ruolo e misura, dove nel degrado dello sfondo sopravvivono a basso rilievo uomini solo in sé; memorie in minore, evocate in azione parlata, che raccontano di vite trascorse, vite sprecate, ora solo esistenze. Nato per la scena, poi tra i libri di testo del nuovo teatro italiano del secondo ‘900, Uscita di emergenza ha visto misurarsi con le sue fisiche parole molti e straordinari attori diversi: dentro e fuori i confini di lingua e cultura italiana. Nelle tante e dichiarate relazioni con la stanza della tortura della migliore drammaturgia europea, questa storia crudele afferma e rivendica il valore di una tradizione teatrale molto antica, tutta nostra: ogni parola, fiato, pausa, pensiero sono provati, prima che scritti. La riflessione di Santanelli prende la forma del sentimento: mentre l’opera si fa, egli la critica, smonta e rimonta il congegno dell’immagine. La molla di carica del racconto cigola ad arte per mostrare l’inarrestabile bisogno di vita per cui una persona è spinta a divenire un personaggio. Ansia, istinto, pazzia, desiderio oscuro di felicità, liberazione, si travestono –tra avanzate e ritirate- nella sfida a chi fa più baccano, più clamore. Una dimensione e una dinamica propriamente teatrali. Una surreale naturalezza, una finta semplicità, un movimento di macabra giostra senza azione apparente. Come dire un cartello di sfida alla presenza dell’attore, alla sua seconda, ma non minore creazione.
Ora Uscita di emergenza provoca una sua nuova messa in scena, la determina e - ci auguriamo - ne sarà determinato. In uno spazio concreto eppure metafisico pensato a misura dell’atelier napoletano di Lello Esposito, dove la tradizione figurativa e concettuale di un immenso sud sussurra e grida, ecco altri corpi dalle lunghe ombre, nuova trama di gesti, in uno spazio allargato a comprendere il disordine – anzi peggio, la confusione del reale contemporaneo.
Giancarlo Sammartano
Informazioni e biglietteria
Piccolo Eliseo Patroni Griffi
tel 06 48872203
Teatro Eliseo Via Nazionale, 183
tel. 06 4882114 06 48872222
Biglietti
intero 22 euro ridotto 16,50
(costi comprensivi di prevendita)
Abbonamento
- Abbonamento a 6 spettacoli
a giorno e posto fisso
oppure a giorno e posto libero
intero 90 euro ridotto 72 euro